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Nel 1818 il Comune erogò la spesa di ducati 200 per rifare il
tetto di legno che sovrastava le arcate della navata il presbiterio e la
sacrestia. Nel 1830, anche a spese del popolo, fu rifatto il campanile,
diroccato da un fulmine. La Chiesa fu danneggiata dal terremoto del 1857,
quello che causò rovina e morte nell'alta valle dell'Agri: Montemurro e
Grumento furono totalmente distrutti. Furono stanziati 60 ducati "per la
puntellatura, per l'abbattimento di una porzione di volta della sacrestia
che minacciava rovina, e per far ritornare lo intero tetto della Chiesa
che pioveva in tutti i punti". Altri restauri furono progettati nel 1909,
per i quali fu preventivata una spesa di lire 7000: giunse un sussidio
governativo, ma per completare i lavori furono venduti gli oggetti votivi
appartenenti alla B. V. del Carmine e fu raggiunta la somma complessiva di
lire 1.200. Allora probabilmente furono smantellati gli stalli del coro
ligneo che si trovava dietro l'altare maggiore, del quale coro rimane solo
il leggio, perché questo locale fosse adibito a sacrestia. Il vano interno,
successivo al coro, cioè la vera antica sacrestia, ampia e quadrangolare,
fu ristretta perché fosse costruita l'abside della Madonna del Carmine.
Questa fu adornata di mani da due coniugi cancellaresi, Biscione e Raffaella
Cipullo, quegli stessi che provvidero alla decorazione della facciata
della Chiesa. La statua della Vergine trovò così degna dimora in quella
cappella, che fu benedetta il 16 luglio 1911 dall'arciprete don Camillo Palese.
(di Rocco Scarfiello - Da "Il punto" - Anno V-N.2 ) |